Omeopatia, Beppe Grillo si schiera contro e attira critiche velenose

Omeopatia Beppe Grillo si schiera contro e attira critiche velenose

Da sempre si discute sulla sua reale efficacia, eppure, ad oggi, l’omeopatia è la più diffusa tra le medicine non convenzionali, tanto che oltre 10 milioni di Italiani sono ricorsi almeno una volta ai rimedi omeopatici.

La base teorica della scienza omeopatica è contenuta nei principi del medico tedesco Samuel Hahnemann.

Alla base della medicina omeopatica sta la legge di similitudine, similia similibus curentur, concetto già espresso da Ippocrate molti secoli prima e da Paracelso, ma sperimentato direttamente da Hahnemann. Secondo questo principio, una sostanza assunta a dosi ponderali può provocare in un individuo sano sintomi e segni patologici, mentre la stessa sostanza somministrata in dosi infinitesimali, può guarire una persona malata con gli stessi sintomi.

In pratica, l’azione dell’omeopatia è più simile all’azione di un vaccino che a quella di un antibiotico. Con la medicina omeopatica si somministrano infatti sostanze simili all’agente che produce quel tipo di malattia. In questo modo si stimola una reazione immunitaria adeguata che va a rinforzare le difese dell’organismo favorendo la guarigione o prevenendo la patologia.

La pratica omeopatica non è riconosciuta dalla comunità medica tanto che anche l’OMS ha affermato che l’omeopatia non apporta alcun beneficio ai pazienti che ne fanno uso.

Di questo parere è anche Beppe Grillo, che nelle scorse ore ha espresso pubblicamente il suo pensiero, attirando però su di sé aspre critiche.

In particolare, Grillo ha pubblicato sul suo blog un post firmato da «Beppe Grillo e dal suo neurologo» ed è presentato sotto forma di lettera aperta indirizzata «all’ordine dei farmacisti italiani», in cui sostiene che le farmacie non dovrebbero confondere i cittadini vendendo prodotti omeopatici, perché «i fortissimi dubbi sulla loro efficacia da parte del mondo scientifico sono di dominio pubblico».

“I medici di base e le farmacie rappresentano uno dei fari sempre fissi per il cittadino”, si legge nel post, “sempre a rischio di perdersi fra le ciance infinite, le opinioni e i dibattiti: di fronte alle difficoltà che la malattia ed il disagio comportano non si devono, e non si possono, creare dubbi nella sua mente. Per questa ragione mi appello al Vostro Ordine e a tutti i professionisti che rappresentate: evitiamo che le farmacie continuino a confondere i cittadini con la vendita di prodotti omeopatici. I fortissimi dubbi sulla loro efficacia da parte del mondo scientifico sono di dominio pubblico”.

E alla fine aggiunge: “In queste ultime settimane abbiamo riflettuto molto sulla difficoltà a comprendere il significato della parola scientifico da parte delle persone. E’ stato disorientante, preoccupante e quasi penoso, assistere ad una degenerazione del dibattito così profonda”.

Per questo il fondatore del M5s si rivolge all’ordine dei farmacisti: “La certezza di trovare nell’Ordine dei Farmacisti Italiani una sponda di razionalità è quindi praticamente matematica. E’ infatti difficile immaginare un laureato in farmacia che invita un paziente a rivolgersi ad un guaritore. Difficile che accada quanto illegale”.

Quindi lo stesso dovrebbe valere per l’omeopatia. “Senza permettermi un giudizio definitivo, l’omeopatia è stata più volte messa in discussione, sino a ripetuti quanto implacabili verdetti di inefficacia e inopportunità. Questo sia per quanto concerne la validità come opzione terapeutica che per la possibilità di un ritardo nell’approccio adeguato. Ritardo che potrebbe essere causato proprio dall’abuso di prodotti così a rischio di inefficacia e che, pur essendo in vendita in molte farmacie, farmaci non possono essere definiti. Non dimentichiamo che, proprio il loro commercio nelle farmacie potrebbe, per contiguità e similarità, contribuire a confondere il cittadino”, chiosa Grillo.

Una condanna diretta che però ha contrariato in tanti, semplici simpatizzanti di questa pratica ma anche esperti del settore.

“I rimedi omeopatici sono classificati dalla vigente normativa, sia comunitaria che nazionale, come farmaci. È detto in modo inequivocabile dal Codice europeo del farmaco, che l’Italia ha recepito nel 2006 e il farmacista non può rifiutarsi di distribuire nessun farmaco regolarmente in commercio, compresi quelli omeopatici”, fa sapere piccato il Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli.

“La questione va affrontata anche considerando che molti farmaci omeopatici sono prescritti da medici e sarebbe difficile per il farmacista entrare a gamba tesa nel rapporto tra medico omeopata e paziente. Non è una questione solo italiana, tanto che in alcuni paesi europei questi medicinali sono rimborsati dal servizio sanitario o dal terzo pagante” prosegue Mandelli.

E dopo aver chiarito che non è certo il comportamento dei farmacisti a confondere i cittadini, ma gli interventi tampone del governo anche in materia di sanità pubblica, l’esperto ha concluso: “Dal canto nostro nel Codice deontologico del farmacista è chiaramente stabilito che il professionista è tenuto a promuovere trattamenti scientificamente validati e a informare correttamente anche sulle medicine complementari. È quanto dobbiamo fare ed è quanto facciamo ogni giorno”.

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