Samsung, test in casa per le batterie esplosive del Note 7

Clamoroso: sembra che le batterie che esplodono mandando in fumo il Note 7 erano testate dalla stessa Samsung.

La notizia pubblicata dal Wall Street Journal è di quelle che un po’ fanno sorridere, un po’ indignano.

Ma come? Per un dispositivo così costoso le batterie si testano in casa? Sicurezza o presunzione? In ogni modo che la Samsung faccia testare le batterie dei suoi telefoni a un laboratorio di sua proprietà è fuori da ogni regola.

Gli altri produttori, grandi o piccoli che siano, fanno testare le batterie in uno dei ventotto laboratori certificati dall’organizzazione che rappresenta il settore delle comunicazioni mobili (Ctia).

E questo non per eccesso di zelo, ma perché per vendere nei principali carrier Usa questo è un passaggio obbligato se si vuole assicurare la conformità delle batterie agli standard.

“Samsung è l’unico costruttore che usa un laboratorio di sua proprietà per la certificazione Ctia, laboratorio che non aveva riscontrato problemi sulle batterie del Note 7”, questo è quanto si legge sul Wall Street Journal.

E se la fiducia nel colosso sudcoreano dopo le continue “esplosioni” delle batterie del suo ultimo smartphone era venuta meno, adesso si può dire che è proprio crollata.

Tanto è vero che secondo un’indagine condotta di recente da Branding che interessato circa 1000 utenti Samsung, fra quelli che hanno deciso di lasciare l’azienda, il 62% prenderà un altro diverso dispositivo Android, il 30% comprerà un iPhone e l’8% un Goolge Pixel.

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