Arriva Tommy 2.0, il difensore dei parcheggi per disabili

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Tommy 2.0, questo il nome del dispositivo ideato per difendere i parcheggi per disabili dai furbetti di turno.

Il parcheggio per i disabili è un diritto per le persone hanno problemi fisici o di salute.

Un diritto che permette di lasciare l’auto vicino ai luoghi di utilità. Ma quante volte queste persone, recandosi dal proprio medico, all’ospedale o semplicemente al supermercato hanno trovato il parcheggio loro riservato occupato dal furbetto di turno?

Allora ecco che nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, è stato lanciato, e avviato alla sperimentazione, Tommy 2.0: il difensore dei parcheggi per disabili.

A dire il vero Tommy 2.0 ha visto la luce già anni fa, ma l’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è arrivata solo adesso.

Come funziona Tommy? In modo abbastanza semplice a dire il vero. Si posiziona sull’asfalto in corrispondenza del posto per disabili e, giacché è dotato di un sensore in grado di valutare se la macchina possiede o meno l’abilitazione a parcheggiare in quegli spazi riservati, emette un segnale acustico quando un furbo non autorizzato vuole “approfittare” del posto. E non smette suonare fino a quando l’auto non si è allontanata.

Tommy 2.0 dovrebbe scoraggiare quanti vanno alla ricerca di un parcheggio facile, anche perché con questo dispositivo il rischio di beccarsi una multa è molto più alto.

Per lo scrittore Gianluca Nicoletti: “Molti ignorano che dietro a quel cartello esiste una reale e grave limitazione a muoversi, una catena di problemi difficilmente immaginabile per chi cammina con le proprie gambe e ha piena autonomia delle proprie azioni”.

La maggior parte di quei cartelli – continua – con un numero di concessione indicano persone che di quel parcheggio hanno veramente bisogno, persone che quando lo trovano occupato si sentono ancora di più circondate dall’indifferenza del resto del mondo”.

Come si può capire, fra le finalità degli ideatori di Tommy 2.0 c’è quella di dissuadere i furbi ma, di sicuro, questo non è lo scopo prioritario perché l’obiettivo principale è sensibilizzare i cittadini a un maggiore rispetto dei diritti dei disabili.

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